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LETRA
Turandot Finale Atto III (Berio) LIÙ Tu che di gel sei cinta, da tanta fiamma vinta, l'amerai anche tu! l'amerai anche tu! Prima di questa aurora, io chiudo stanca gli occhi, perchè egli vinca ancora, egli vinca ancora. Per non, per non vederlo più! Prima di questa aurora, di questa aurora, io chiudo stanca gli occhi, Per non vederlo più! (prende di sorpresa un pugnale a un soldado e si trafigge a morte. Gira intorno gli occhi perdutti, guarda il Principe con dolcezza suprema, va, barcollando, presso di lui e gli stramazza ai piedi, morta) LA FOLLA Ah! Parla! Parla! Il nome! Il nome! CALAF Ah! Tu sei morta, tu sei morta o mia piccola Liù! (grande silenzio pieno di terrore) TIMUR (si accosta barcollando. Si inginocchia) Liù!... Liù!.. sorgi! sorgi! È l'ora chiara d'ogni risveglio! È l'alba, o mia Liù... Apri gli occhi, colomba! PING (va verso il vecchio Timur) Alzati, vecchio! È morta! TIMUR (come un urlo) Ah! Delitto orrendo! L'espieremo tutti! L'anima offesa, L'anima offesa si vendicherà! LA FOLLA (con religiosa pietà il piccolo corpo viene sollevato tra il rispetto profundo della folla) Ombra dolente, non farci del male! Ombra sdegnosa, perdona, perdona! Ombra dolente, non farci del male! Ombra sdegnosa, perdona, perdona! TIMUR Liù... bontà! Liù... dolcezza! (prende la piccola mano della morta) Ah! Camminiamo insieme un'altra volta così, con la tua man nella mia mano! Dove vai ben so. Ed io ti seguirò per posare a te vicino nella notte che non ha mattino! PING Ah! Per la prima volta al vedere la morte non sogghigno! PONG Svegliato s'è qui dentro il vecchio ordigno, il cuore, e mi tormenta! PANG Quella fanciulla spenta pesa sopra il mio cuor come un macigno! (il mesto corteo si avvia) LA FOLLA Liù, bontà, perdona! Liù, dolcezza, dormi! Oblia! Liù! Poesia! (tutti ormai sono usciti. Rimangono soli, l'uno di fronte all'altro, il Principe e Turandot. La Principessa, rigida, statuaria sotto l'ampio velo, non ha un gesto, non un movimento) CALAF (con impeto cupo e soffocato) Principessa, Principessa, Principessa! Principessa di morte! Principessa di gelo! Dal tuo tragico cielo scendi giù sulla terra! Ah! Solleva quel velo! Guarda… guarda, crudele, quel purissimo sangue che fu sparso per te! (si precipita su di lei strappandole il velo) TURANDOT (con fermezza ieratica) Che mai osi, straniero! Cosa umana non sono… Son la figlia del Cielo… Libera e pura. Tu stringi il mio freddo velo, ma l'anima è lassù! CALAF La tua anima è in alto! Ma il tuo corpo è vicino! Con le mani brucianti stringerò i lembi d'oro del tuo manto stellato… La mia bocca fremente premerò su di te... TURANDOT Non profanarmi! CALAF Ah! Sentirti viva! TURANDOT Indietro! Non profanarmi! Non profanarmi! CALAF Il gelo tuo è menzogna! TURANDOT No, mai nessun m'avrà! CALAF Ti voglio mia! TURANDOT Dell'ava lo strazio non si rinnoverà! Ah, no! CALAF Ti voglio mia! TURANDOT Non mi toccar, straniero! È un sacrilegio! CALAF No, il bacio tuo mi dà l'eternità! TURANDOT Sacrilegio! (e in cosi dire, forte della coscienza del suo diritto e della sua passione, revescia nelle sue braccia Turandot, e frenericamente la bacia. Turandot sotto tanto impeto non ha più resistenza, non ha più voce, non ha più forza, non ha più volontà. Il contatto incredibile l'ha transfigurata. Con accento di suplica quasi infantile, mormora:) Che è mai di me? Perduta! CALAF Oh! Mio fiore mattutino! Mio fiore, ti respiro! I seni tuoi di giglio, Ah! treman sul mio petto! Già ti sento mancare di dolcezza, tutta bianca nel tuo manto d'argento! VOCI FEMMINILI Ah! Ah! Ah!... TURANDOT Come vincesti? CALAF Piangi? TURANDOT È l'alba! È l'alba! È l'alba! Turandot tramonta! RAGAZZI L'alba! Luce e vita! Tutto è puro! Tutto è santo! Che dolcezza nel tuo pianto! UOMINI L'alba! Luce e vita! Principessa, che dolcezza nel tuo pianto! CALAF È l'alba! È l'alba! E amor, e amor nasce col sole! TURANDOT Che nessun mi veda… la mia gloria è finita! finita! CALAF (con impetuoso trasporto) No! Essa incomincia! La tua gloria risplende nell'incanto del primo bacio, del primo pianto! TURANDOT (esaltata, travolta) Del primo pianto sì, straniero, quando sei giunto, C'era negli occhi tuoi la superba certezza... E per quella t'ho odiato... E per quella t'ho amato, tormentata e divisa fra due terrori uguali: vincerti o esser vinta... E vinta son... Ah! Più grande vittoria non voler… Parti, straniero… col tuo mister! CALAF Il mio mistero? Non ne ho più! Sei mia! Tu che tremi se ti sfioro! Tu che sbianchi se ti bacio, puoi perdermi se vuoi! Il mio nome e la vita, insiem ti dono. Io son Calaf, figlio di Timur! TURANDOT So il tuo nome! So il tuo nome! La mia gloria risplande! CALAF La mia gloria è il tuo amplesso! La mia vita è il tuo bacio! TURANDOT Ecco! È l'ora! È l'ora della prova! CALAF Non la temo! L'esterno del palazzo imperiale, tutto Bianco di marmi traforati, sui quali i riflessi rosei dell'aurora s'accendono come fiori. Sopra un'alta scala, al centro della scena, l'Imperatore circondato dalla corte, dai dignitari, dai sapienti, dai soldati. Ai due lati del piazzale, in vasto semicerchio, l'enorme folla che acclama. FOLLA Diecimila anni al nostro Imperatore! TURANDOT O Padre augusto, Ora conosco il nome dello straniero! (e fissando Calàf che è ai piedi della scalea) Il suo nome... è Amore! (Calàf sale d'impeto la scala, e i due amanti si trovano avvinti perdutamente mentre la folla tende le braccia, getta fiori e acclama gioiosa) FOLLA Amor!
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